Enrico Medi e Paolo VI

Con Paolo VI ebbe poi un rapporto molto personale.

 

Quando, dopo essere stato suo Assistente Ecclesiastico presso la Fuci, venne fatto Papa, gli inviò come suggello di eterna amicizia un esemplare in argento della medaglia del Concilio.

Nel 1968 Medi fu annoverato da Paolo VI tra i consultori della Città del Vaticano, una nuova istituzione che doveva offrire pareri e suggerimenti alla Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano.

Fu proprio Paolo VI, appresa la morte del Professor Medi a mandare un telegramma tempestivo alla vedova e alle figlie.

Tuttavia, neanche la morte riuscì a spezzare un legame tanto forte e importante. Nell’85 infatti quando Papa Giovanni Paolo II affrontò l’argomento “Gli uomini di scienza e Dio”, non poté non fare riferimento a quel figlio che tanto valorosamente e umilmente mise al servizio di Dio e del suo rappresentante in terra le sue conoscenze scientifiche:
Sarebbe assai bello far ascoltare in qualche modo le ragioni per cui non pochi scienziati affermano positivamente l’esistenza di Dio e vedere da quale personale rapporto con Dio, con l’uomo e con i grandi problemi e valori supremi della vita essi stessi sono sostenuti. Basti qui il riferimento ad uno scienziato italiano, Enrico Medi, scomparso pochi anni or sono.”